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Data Center in Italia: bene la crescita, ma restano sfide normative e infrastrutturali

30 Gennaio 2024

Data Center in Italia: bene la crescita, ma restano sfide normative e infrastrutturali.

In Italia, il mercato dei Data Center sta crescendo rapidamente, con investimenti significativi e un incremento della capacità energetica.

Tuttavia, il settore affronta sfide normative e infrastrutturali, come la classificazione generica dei Data Center e la necessità di potenziare l'infrastruttura elettrica. Queste problematiche richiedono un intervento normativo specifico e investimenti mirati.

Secondo i dati pubblicati all’inizio di quest’anno dall’Osservatorio Data Center della School of Management del Politecnico di Milano, il mercato dei Data Center in Italia è letteralmente al centro di un'impressionante ondata di crescita, sia in termini numerici, sia in valore economico, a riprova di quanto il comparto sia arrivato a un punto di svolta definitivo.

Data Center in Italia: i numeri di un mercato che cresce

Prima di addentrarci in un’analisi sulle prospettive e sulle criticità che il mercato dei Data Center in Italia deve affrontare, è importante avere un’idea delle numeriche in campo.

Lo scorso anno, è stata annunciata l’apertura di 83 nuove infrastrutture da parte di 23 organizzazioni, 8 delle quali al loro debutto sul nostro mercato. Ottantatrè nuove aperture, previste nel biennio 2023-2025, rappresentano un numero importante anche dal punto di vista degli investimenti economici, che complessivamente dovrebbero arrivare a 15 miliardi di euro.
Non solo.

Tutto questo porta a un significativo incremento della potenza energetica nominale attiva sul territorio. Con 80 MW aggiuntivi, si arriva a un totale di 430 MW, in crescita del 23% rispetto all’anno precedente.
Al centro di questa crescita si colloca Milano, che da sola copre 184 MW e, pur rimanendo in una posizione più arretrata rispetto ai 5 grandi poli europei (Francoforte, Londra, Amsterdam, Parigi e Dublino), comincia a farsi strada tra i nuovi poli europei, superando tra gli altri Madrid.

Importante anche la crescita registrata nell’ambito delle attività di colocation, vale a dire tutto quanto ruota intorno alla compravendita o all’affitto di infrastrutture abilitanti per ospitare server o patrimonio informativo delle imprese.

In crescita del 10% anno rispetto al 2022, questo segmento di mercato ha raggiunto un valore di 654 milioni di euro, che potrebbe facilmente raddoppiare entro il 2025, se le condizioni restassero favorevoli come lo sono ora.

Va detto, ed è questo un dato importante per comprendere lo scenario del nostro Paese, che al momento l’Italia si caratterizza per la presenza di Data Center di media e piccola potenza (vale a dire al di sotto dei 2 MW fino a un massimo di 10 MW), mentre sono minoritarie le strutture di potenza superiore, che impongono vincoli maggiori dal punto di vista costruttivo e infrastrutturale.
Tuttavia è proprio sui Data Center con potenza superiore ai 10 W che dovrebbero concentrarsi nei prossimi anni le nuove aperture.

Le opportunità per il Sistema Paese

Dai dati dell’Osservatorio Data Center, appare evidente non solo che si possa parlare di una vera e propria Data Center Economy, ma che la mole di investimenti previsti possa rappresentare un’ottima opportunità sia per i territori e le filiere locali che supporteranno la realizzazione delle nuove infrastrutture, sia per lo sviluppo dei mercati digitali nazionali, a maggior ragione se questo avviene “in un momento di massima attenzione alla gestione del dato e alla Cloud sovereignty”, come sottolinea Alessandro Piva, Direttore dell’Osservatorio.

Data Center in Italia: le sfide normative e burocratiche

Nonostante lo scenario promettente, il settore dei Data Center in Italia si scontra con una serie di sfide normative. Attualmente, i Data Center sono classificati come generici edifici industriali, il che porta a una mancanza di chiarezza normativa e a procedure complicate per l'apertura di nuove strutture. Questa situazione genera ritardi e complica le interazioni con le istituzioni, incidendo negativamente sui tempi di realizzazione e sul ritorno degli investimenti.

La preoccupazione è che il nodo burocratico possa essere causa di incertezze nella messa in produzione dei nuovi Data Center annunciati, rallentando di conseguenza anche l’erogazione dei fondi.
Per questo motivo, dall’Osservatorio arriva la raccomandazione perché si arrivi a una definizione normativa del Data center, che va dunque inteso come infrastruttura peculiare a livello normativo, per la quale vengano esplicitati iter da seguire, enti e soggetti da coinvolgere, tempi di implementazione.

Investire in infrastrutture elettriche

Un ulteriore nodo da risolvere per sostenere la spinta di crescita dei Data Center in Italia riguarda l'infrastruttura elettrica (qui la guida ai Data Center Green).

I Data Center ad alta potenza, previsti in aumento nei prossimi anni, richiedono collegamenti all'alta tensione, non sempre disponibili sul territorio. La situazione attuale impone investimenti significativi per potenziare la rete elettrica nazionale, al fine di supportare gli scenari di sviluppo previsti. Anche in questo caso, serve una collaborazione stretta tra il mercato, le istituzioni, e gli enti preposti per allineare obiettivi e aspettative di crescita, ponendo le basi per uno sviluppo infrastrutturale sostenibile e di lungo termine.

Data Center in Italia: il ruolo di ReeVo Cloud & Cyber Security

In un simile scenario, da tempo, ReeVo si è mossa con investimenti e strategie precise che hanno portato oggi alla disponibilità di una rete di Data Center conformi con i più alti standard qualitativi e oggetto di continui investimenti e upgrade costanti.

Per l’Italia oggi si parla di di due Data Center a Milano, uno a Roma ed uno a Cagliari, con una distanza geografica di oltre 300km per garantire la ripartenza dei servizi anche in caso di disastro naturale.

I data center ReeVo sono tutti classificati Tier (Rating) 4 ANSI TIA-942, che significa i massimi livelli possibili di uptime (99,995%) e con ridondanza (su ogni componente e di tipo 2N o 2N + 1).

In aggiunta alla qualità degli aspetti infrastrutturali, il monitoraggio e l’assistenza tecnica  24 ore su 24, per 365 giorni all’anno e la certificazione dei processi di gestione delle informazioni e dei servizi, complementano il set di garanzie di qualità offerti da ReeVo.

Per ulteriori approfondimenti qui la pagina dedicata.

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